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Clara: nei consigli comunali non si può giocare con la vita delle persone

CLARA, SUI RIFIUTI NON SI GIOCA CON LA VITA DELLE PERSONE: INACCETTABILE LA PROPOSTA DI 150 LICENZIAMENTI

Apprendiamo con profonda preoccupazione e sconcerto quanto emerso a mezzo stampa in merito al recente consiglio comunale di Codigoro, durante il quale, dai banchi della minoranza, è stata avanzata la proposta di licenziare 150 dipendenti di Clara allo scopo di calmierare le bollette dei cittadini.

Come organizzazioni sindacali sentiamo il dovere di intervenire con la massima fermezza: nei consigli comunali non si può giocare con la vita delle persone. Invocare una simile “macelleria sociale” denota non solo una grave assenza di sensibilità etica, ma anche una profonda scollatura dalla realtà operativa del servizio territoriale.

L’attuale dimensionamento del personale di Clara è nei limiti numerici per sostenere l’impegnativo servizio di raccolta “porta a porta” spinto. Procedere con un taglio del personale di questa portata non porterebbe a un semplice risparmio, ma si tradurrebbe nell’immediata paralisi del servizio stesso, a totale discapito della cittadinanza e del decoro urbano.

È fondamentale riportare il dibattito sugli aumenti tariffari all’interno di un perimetro di verità oggettiva. Ogni quattro anni, infatti, le Aziende del settore sono tenute a presentare i Piani Economico-Finanziari ad ATERSIR — l’ente di garanzia per i servizi di nettezza urbana della Regione Emilia-Romagna — previa approvazione dei rispettivi Consigli d’Ambito. Si tratta di strumenti pensati per pianificare la gestione del servizio in prospettiva quadriennale, ma che per loro natura non possono tenere conto di variabili straordinarie e imprevedibili.

Negli ultimi anni, le dinamiche internazionali e i conflitti mondiali hanno impattato pesantemente sui costi delle materie prime e in particolare sul carburante. A ciò si aggiunge una forte saturazione del mercato dei rifiuti, che ha portato alla congestione della filiera del recupero, specialmente per la plastica e la frazione organica. Sul piano locale, poi, pesa in modo determinante il calo demografico che interessa diversi Comuni dell’Alto e del Basso Ferrarese, un fenomeno che riduce il numero di utenze attive e costringe inevitabilmente a ripartire i costi fissi di gestione su una platea sempre più ristretta di cittadini.

A questo quadro già complesso si aggiunge infine la piaga degli abbandoni di rifiuti sul territorio: una cattiva abitudine che, in assenza di controlli capillari, genera costi di gestione e bonifica altissimi, destinati a gravare indistintamente sulle tasche di tutta la collettività, compresi gli utenti più virtuosi.

Siamo tuttavia pienamente consapevoli che l’azienda si trovi oggi a un bivio e che il mantenimento dell’attuale sistema organizzativo e di conseguenza tariffario sia difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Lo è anche e soprattutto in virtù del forte impatto negativo che gli attuali e gravosi carichi di lavoro del “porta a porta” hanno sulla salute e sulla sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per queste ragioni, siamo pienamente disponibili a sederci a un tavolo per ragionare su un nuovo piano industriale. Il passaggio a un sistema di raccolta prevalentemente meccanizzato può rappresentare una soluzione di prospettiva valida per abbassare i costi e tutelare la salute degli operatori, a patto che questo processo di conversione avvenga con i modi e i tempi giusti.

Chiediamo un percorso cronologico chiaro e condiviso che garantisca l’assoluta salvaguardia dei livelli occupazionali, puntando sulla ricollocazione del personale in nuovi servizi mirati che possano garantire una migliore qualità del servizio, sul naturale turnover per l’eventuale e fisiologica riduzione dei numeri nel lungo termine (pensionamenti e dimissioni).

La tutela del bilancio di Clara e del portafoglio dei cittadini non può e non deve mai passare sulla pelle di chi lavora, in fondo il porta a porta siamo consapevoli non essere stata una scelta né delle lavoratrici né dei lavoratori di Clara, ma nemmeno dei cittadini dei 19 comuni serviti dalla municipalizzata. Faremo la nostra parte in un clima di dialogo e responsabilità, ma saremo intransigenti nella difesa dell’occupazione e della qualità dei servizi essenziali per il nostro territorio.

FP CGIL, FIT-CISL ,UILTRASPORTI di Ferrara