Vertenza Coperion: nessun ritiro dei licenziamenti. Sarà ancora sciopero. Il comunicato Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltucs Uil segreterie territoriali e le RSU dell’azienda.
Si è svolto in data odierna, presso l’Assessorato regionale alle Politiche del Lavoro, il tavolo di crisi per la complessa vertenza Coperion. L’incontro faceva seguito al tavolo di crisi regionale tenutosi il 3 agosto 2026 ed era il primo confronto dopo la rottura del tavolo sindacale dello scorso 1 settembre, conclusosi con un mancato accordo per le posizioni di netta chiusura assunte dalla società rispetto alle richieste sindacali: ritiro della procedura di licenziamento collettivo e definizione del mandato a un consulente per garantire la continuità occupazionale sul territorio. Una rigidità aziendale che ha spinto i lavoratori a incrociare le braccia lo scorso 9 settembre, a seguito dell’ulteriore fumata nera nell’incontro del 1° settembre.
Nel corso del confronto odierno, la dirigenza ha prospettato l’ipotesi di affidare un mandato di reindustrializzazione a un advisor (consulente peraltro già noto alle istituzioni regionali per la gestione di altre crisi sul territorio). Se da un lato, per la prima volta dall’inizio della crisi, la controparte ha pronunciato la parola “reindustrializzazione”, dall’altro i contorni e i reali termini di questo potenziale affidamento rimangono del tutto fumosi, ambigui e privi di concretezza. Quale sarà il vero mandato dell’advisor? Quali compiti gli verranno realmente assegnati? Interrogativi cruciali che, a oggi, restano senza risposta. Per fare immediata chiarezza su questo punto, come Organizzazioni Sindacali abbiamo formalmente richiesto un incontro con l’advisor, finalizzato a conoscere nel dettaglio gli incarichi specifici che gli verranno affidati e le reali prospettive industriali in campo.
Come sindacati abbiamo ribadito con forza la nostra posizione, ferma e immutata sin dall’inizio del percorso negoziale: il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo. Questa rappresenta la precondizione indispensabile per garantire la continuità del sito e l’attivazione di un ammortizzatore sociale; una misura strutturale che permetterebbe all’advisor di operare con tempi certi, idonei e credibili.
Purtroppo, anche su questo versante fondamentale, abbiamo registrato la chiusura della società. L’azienda si ostina a non revocare i licenziamenti, arroccandosi sulla mera disponibilità a una “sospensione” temporanea di 60 giorni, dal termine della fase amministrativa, nell’invio delle lettere. Una dilazione temporale del tutto insufficiente, dietro cui si cela il legittimo timore delle lavoratrici e dei lavoratori: l’allungamento dei tempi senza il ritiro delle procedure serve unicamente alla società per portare a termine le commesse attualmente in consegna, svuotando progressivamente lo stabilimento per poi procedere ai licenziamenti a cose fatte. Una manovra che non risolve il dramma occupazionale e che suona come un inaccettabile ricatto sulla pelle di chi lavora.
Le OO.SS. hanno espresso profonda insoddisfazione di fronte alle proposte aziendali. Preso atto della distanza tra le parti, l’Assessore Paglia ha chiesto formalmente alla società di riconsiderare le legittime rivendicazioni sindacali, riconvocando un nuovo tavolo di confronto entro una settimana, appuntamento dal quale esigiamo risposte chiare, definitive e non più rinviabili. Restiamo, nel contempo, in attesa della convocazione urgente presso il tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Al termine dell’incontro, la delegazione ha riferito l’esito del confronto alle lavoratrici e ai lavoratori riuniti in un partecipato presidio sotto i palazzi della Regione. L’assemblea, delusa dalla mancanza di chiarezza e logorata da prospettive incerte, ha espresso profonda preoccupazione e forte rabbia per un futuro che si fa ogni giorno più buio. Le parziali e timide aperture odierne sulla reindustrializzazione non bastano a rassicurare famiglie che vedono a rischio il proprio sostentamento.
La risposta delle lavoratrici e dei lavoratori è stata immediata e determinata. Di fronte all’incertezza e all’insufficienza delle risposte aziendali, l’Assemblea ha deliberato la prosecuzione dello stato di agitazione e ha proclamato un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero da articolare nei prossimi giorni.
FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTUCS UIL
Le Segreterie Territoriali e le RSU






