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Coperion, amarezza sulla chiusura della vertenza. I sindacati: necessario prevenire situazioni analoghe

Coperion, amarezza sulla chiusura della vertenza. I sindacati: è necessario “prevenire situazioni analoghe” a Ferrara

Si è concluso definitivamente ieri, anche in sede ministeriale, il confronto sulla vertenza Coperion Srl, a seguito della procedura di licenziamento collettivo per cessazione dell’attività, aperta il 20 luglio 2026.

L’accordo sottoscritto in sede ministeriale prevede il riconoscimento della cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività fino al 31 dicembre 2026, sulla base delle risorse attualmente disponibili. Per garantire la copertura del periodo successivo, fino al 30 aprile 2027, sarà necessario presentare un’ulteriore richiesta e verificare la disponibilità delle risorse che saranno stanziate con la Legge di Bilancio.

Si tratta di un passaggio che dovrà essere verificato alla fine dell’anno. Pur confidando nel rifinanziamento della misura, riteniamo fondamentale mantenere alta l’attenzione affinché venga garantita la continuità degli ammortizzatori sociali e la necessaria tutela economica dei lavoratori coinvolti.

Oltre agli ammortizzatori sociali, è stato definito un accordo economico che prevede incentivi all’esodo, con importi differenziati sulla base di specifici parametri e delle condizioni individuali dei lavoratori, con l’obiettivo di accompagnarli in questa difficile fase di transizione.

Nonostante le tutele economiche e gli ammortizzatori sociali ottenuti attraverso l’accordo, strumenti importanti per accompagnare i lavoratori in questa fase così difficile, non possiamo nascondere l’amarezza per come si è conclusa questa vicenda.

Fin dall’apertura della procedura, Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS hanno lavorato per individuare soluzioni alternative alla chiusura, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e garantire un futuro a un’azienda che rappresenta un’eccellenza per il territorio ferrarese. Una realtà caratterizzata da professionalità elevate e competenze consolidate, che abbiamo più volte sottolineato essere espressione di un’azienda sana, che non presentava problemi di bilancio.

L’esito della vertenza è quindi una sconfitta che va oltre la perdita dei singoli posti di lavoro. La chiusura di Coperion determina la dispersione di un patrimonio professionale e produttivo importante, con conseguenze che ricadranno non soltanto sulle lavoratrici e i lavoratori coinvolti e sulle loro famiglie, ma sull’intero tessuto economico locale.

Gli incentivi economici rappresentano un sostegno necessario, ma non possono compensare la perdita del lavoro né risolvere le difficoltà legate alla ricollocazione professionale. Il territorio ferrarese offre opportunità occupazionali limitate, soprattutto per lavoratori con competenze altamente specializzate come quelle presenti in Coperion. Il rischio concreto è che queste professionalità trovino nuove opportunità lontano da Ferrara, impoverendo ulteriormente il nostro territorio.

Anche per questo consideriamo una sconfitta il mancato raggiungimento dell’obiettivo che avevamo posto al centro del tavolo di salvaguardia aperto in Regione: impedire la chiusura e difendere i posti di lavoro.

Resta poi una questione politica che non può essere ignorata: il comportamento di quei fondi di investimento che acquisiscono realtà produttive, ne utilizzano competenze e professionalità e successivamente decidono di chiuderle, lasciando alle lavoratrici e ai lavoratori e ai territori il peso delle conseguenze.

È necessario aprire una riflessione seria e individuare strumenti efficaci per contrastare queste dinamiche, rafforzando le garanzie per l’occupazione e la responsabilità di chi decide il destino delle imprese. Non è accettabile che le strategie finanziarie possano determinare la fine di attività produttive e la dispersione di competenze, senza adeguate garanzie per chi lavora e per le comunità coinvolte.

La vicenda Coperion dimostra ancora una volta quanto sia urgente mettere al centro il lavoro, la tutela delle persone e la salvaguardia del patrimonio industriale e professionale. Per questo Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS continueranno a richiamare l’attenzione delle istituzioni e della politica sulla necessità di introdurre strumenti concreti per prevenire situazioni analoghe e impedire che altre eccellenze produttive vengano sacrificate, compromettendo il futuro occupazionale e lo sviluppo economico del territorio ferrarese.

Filcams CGIL – Fisascat CISL – UILTuCS di Ferrara