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Repressione, propaganda e poltrone riciclate: il fallimento della Giunta Fabbri sui giovani. 

Repressione, propaganda e poltrone riciclate: il fallimento della Giunta Fabbri sui giovani. Il comunicato Cgil e Rete degli Studenti Medi di Ferrara.

Mentre aumentano precarietà, isolamento e problemi legati alla salute mentale giovanile (che affliggono 1 adolescente su 7 in Europa – fonte OMS ) , il Comune risponde in modo ideologico e discutibile sotto il profilo Costituzionale e legale, invece che investire maggiormente sul welfare e sul potenziamento di educatori in ambito sociale.
La deriva securitaria dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Alan Fabbri tocca un punto di non ritorno. L’invenzione del sedicente “Nucleo Anti-Maranza” non è soltanto un’operazione di vuoto propagandismo, ma rappresenta la risposta più regressiva e autoritaria con cui una Giunta possa affrontare il disagio e le tensioni delle nuove generazioni.
La criminalizzazione del disagio giovanile, classificarne la sofferenza, la solitudine e le contraddizioni dei ragazzi sotto l’etichetta colpevolizzante del “maranza” significa scegliere volutamente di non governare i problemi. Si sceglie in questo modo, la via dell’assoluta mancanza di volontà di ascolto dei bisogni dei ragazzi e della sottrazione al dialogo e al confronto sulle loro necessità. A Ferrara i giovani scontano tassi crescenti di precarietà lavorativa, la totale carenza di spazi d’aggregazione gratuiti, vivono scuole pericolanti e strutturalmente sotto finanziate, oltre che una difficoltà crescente del disagio psico-sociale, con i servizi territoriali e i consultori pubblici lasciati a corto di personale e risorse.
Di fronte a questo quadro, la risposta del Comune non è il potenziamento dell’educativa di strada o la presenza sociale, ma la militarizzazione dello spazio pubblico e la sanzione indistinta.
Ci pare oltremodo che questa caccia al cosiddetto “maranza” di cui Accademici lessicografi definiscono come gruppi di giovani accomunati da particolare musica, abbigliamento e atteggiamento da strada, stia in questa città, stigmatizzando l’appartenenza dei giovani in termini di razzializzazione con connotazione politica fortemente discriminatoria e segregante. Questa narrazione intrisa di retorica, stereotipi e pregiudizi, rischia di non risolvere ma di acuire il disagio e di creare ulteriore marginalità, diseguaglianze e disparità.
Il NAM è quindi una inaccettabile scorciatoia istituzionale di evidente strumentalizzazione politica. Il riposizionamento operativo e la costruzione di ruoli d’azione attorno ad una figura colpita dagli effetti della Legge Severino,  per porlo a capo o al centro di questa struttura, sposta la questione sul piano della trasparenza e dell’etica pubblica.
Ci chiediamo inoltre quali azioni di “repressione” la Polizia Municipale dovrebbe agire all’interno di questo nucleo in base al ruolo degli agenti, lavoratori e lavoratrici dipendenti del Comune di Ferrara, che dovranno collaborare in una task force con altri soggetti tra cui “esperti di sicurezza”, di cui non si comprende se preventivamente concordate con la Questura e la Prefettura e con quali compiti, competenze e responsabilità.
Come CGIL Ferrara e Rete degli Studenti Medi Ferrara non assisteremo in silenzio a questa gestione della sicurezza e della vita giovanile della nostra città ridotta a una passerella di visibilità politica sulla pelle delle ragazze e dei ragazzi. Siamo pronti ad attivare le nostre categorie, le studentesse e gli studenti, le lavoratrici e i lavoratori dei servizi sanitari e sociali e le associazioni del territorio per costruire un’alternativa di partecipazione, ascolto e dignità per tutta la comunità cittadina.
Segreteria Confederale CGIL Ferrara
Rete degli Studenti Medi di Ferrara