Cgil Mobilitazioni e iniziative

Leggi su appalti e sanità: prosegue la raccolta firme on line

Leggi su appalti e sanità prosegue la raccolta firme on line.

Cgil: “in Italia bisogna rimettere al centro i beni comuni e la dignità della persona”.

Cgil, insieme ad altri soggetti, promuove la campagna di raccolta firme per le leggi di iniziativa popolare sui temi del diritto alla salute e sugli appalti perché i diritti non si appaltano.
L’obiettivo è raggiungere 50 mila firme a livello nazionale, come previsto dalla normativa, per ognuna delle due proposta di legge di iniziativa popolare.

 

 

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La proposta sugli appalti: stesso lavoro stesso contratto

La proposta di legge sugli appalti si riassume nello slogan “Stesso lavoro, stesso salario e stessi diritti”, perché ormai non vi è posto di lavoro (privato o pubblico) dove non operino lavoratrici e lavoratori in appalto, subappalto, fornitura. Lavorano accanto ai dipendenti dell’impresa committente facendo lo stesso lavoro, ma spesso hanno meno diritti e tutele, salari più bassi, sono più esposti a infortuni e alle malattie professionali, sono infine ricattabili quando l’appalto scade.
La proposta di legge quindi contrasta l’utilizzo dell’appalto non genuino, quando cioè l’appalto serve non per individuare specializzazioni produttive di cui l’impresa è sprovvista, ma quando serve solo a ridurre i costi e le stesse responsabilità dell’impresa committente.

Per approfondimenti:

Sintesi proposta appalti (formato PDF)

 

> LINK PER FIRMARE ON LINE  più tutele per chi lavora negli appalti e più salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 

 

 

 

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(Si accede con SPID o CIE)

 

La proposta sulla sanità: pubblica e universale

La proposta di legge sulla sanità, sostenuta da numerose associazioni della salute insieme alla Cgil, è per tornare al pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione italiana che recita che la salute è un “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Per dare corpo a questo diritto fu istituito con la legge 833/1978 il Servizio sanitario nazionale (Ssn). Ma è sotto gli occhi di tutti come questo diritto alla salute si stia sempre più restringendo a causa dei tagli negli anni alle risorse che hanno colpito i cittadini nel loro diritto alla cura, ma anche gli stessi operatori sanitari del pubblico. Si chiede dunque di portare il finanziamento del fondo sanitario nazionale al 7,5% del Pil, la valorizzazione del personale sia dal punto di vista economico che professionale (la spesa per il personale non deve avere tetto di spesa), contrasto alle lunghe liste di attesa, politiche ad hoc per la non autosufficienza che riguarda in Italia 3,9 milioni di persone.

Per approfondimenti:

Sito web comitato promotore

Sintesi proposta salute (formato pdf)

 

>> LINK PER FIRMARE ON LINE per sostenere il servizio pubblico nazionale