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Violenza e degrado al Pronto Soccorso di Cona: non è un episodio isolato. Servono risposte sociali e politiche immediate.

Violenza e degrado al Pronto Soccorso di Cona: non è un episodio isolato. Servono risposte sociali e politiche immediate. Il comunicato FP Cgil di Ferrara

 

A seguito delle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dalla Direttrice Generale dopo l’ennesimo episodio di violenza ai danni degli operatori sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cona — che ha portato persino all’interruzione del servizio —, la FP CGIL ritiene doveroso intervenire per fare chiarezza sulla reale situazione della struttura.

Appare bizzarro e fuorviante descrivere quanto accaduto come un fatto isolato o straordinario. La realtà, che le lavoratrici e i lavoratori vivono quotidianamente sulla propria pelle, è ben diversa: il Pronto Soccorso è da lungo tempo teatro di una crisi strutturale e sociale permanente.

La struttura è costantemente frequentata da persone che non vi accedono per bisogni strettamente sanitari, ma per emergenze sociali e fragilità di varia natura:

  • Persone senza fissa dimora che cercano un riparo dal freddo o dal caldo e una barella su cui trascorrere la notte;
  • Soggetti con problemi di dipendenza alla ricerca di sostanze;
  • Pazienti psichiatrici e fragili lasciati ai margini, privi di una rete di supporto adeguata.

Parliamo delle persone più fragili e invisibili della nostra società che, in assenza di risposte sul territorio, trovano nel Pronto Soccorso l’unico presidio sempre aperto a cui rivolgersi. Tuttavia, il Pronto Soccorso non ha e non può avere gli strumenti né la funzione per risolvere problematiche di natura socio-assistenziale.

Quando la disperazione sfocia in aggressività, la situazione diventa ingestibile, costringendo gli operatori a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine e mettendo a rischio la sicurezza di chi lavora e di chi si reca in ospedale per curarsi.

Come FP CGIL riteniamo che la sicurezza e la dignità del lavoro sanitario non possano essere affrontate soltanto con misure emergenziali. Chiediamo pertanto:

  1. Il coinvolgimento urgente di tutti gli attori istituzionali: il Comune, i Servizi Sociali e la Politica locale devono farsi carico tempestivamente di queste fragilità territoriali, creando percorsi di accoglienza e presa in carico specifici al di fuori del contesto ospedaliero.
  2. Trasparenza sui percorsi aziendali: chiediamo alla Direzione Generale di rendere esplicito e dettagliato il percorso organizzativo e di tutela annunciato a mezzo stampa e i progetti da mettere in campo sulla fragilità in relazione all’istituzione del Dipartimento specifico neocostituito, comprese le attività formative dedicate.
  3. Un resoconto formale sulle azioni attuate: la Direzione dia conto delle misure concrete finora messe in atto per prevenire le aggressioni e garantire la tutela del personale sanitario

Gli operatori sanitari non possono continuare a fare da cuscinetto alle carenze delle reti sociali e socio sanitarie provinciali integrate. Servono interventi strutturali e sinergici prima che la situazione degeneri ulteriormente.

FP CGIL Ferrara