Pronto Soccorso in codice rosso: la grave carenza di organico al Sant’Anna di Cona richiede interventi strutturali immediati. Il comunicato FP Cgil Ferrara.
La situazione del Pronto Soccorso dell’Arcispedale Sant’Anna di Cona ha raggiunto un punto di non ritorno. Il confronto avuto con i medici del reparto restituisce l’immagine di una condizione di estrema sofferenza, figlia di una carenza cronica di personale che sta innescando una spirale negativa insostenibile, sia per la tenuta dei professionisti sia per la qualità e la sicurezza dell’assistenza offerta ai cittadini.
A fronte di una dotazione teorica di 36 unità, l’operatività quotidiana si regge oggi su appena 14 medici, tra dipendenti a tempo indeterminato e professionisti assunti tramite il cosiddetto “Decreto Calabria” (specializzandi).
Va riconosciuto che non vi è una mancata volontà aziendale di procedere alle assunzioni, testimoniata dall’emissione di bandi a cadenza semestrale. Tuttavia, il sistema si scontra con nodi strutturali, normativi e organizzativi profondi che richiedono una presa di posizione netta e soluzioni urgenti.
I nodi critici del sistema:
La distorsione contrattuale e la fuga dei professionisti
Il sistema attuale penalizza fortemente il rapporto di lavoro subordinato. Molti medici scelgono la strada della libera professione, spinti da un evidente squilibrio fiscale: a fronte di una tassazione IRPEF ordinaria che per i dipendenti può arrivare al 43%, i regimi legati alle partite IVA o alle collaborazioni possono beneficiare di una flat tax al 15%. Questo divario alimenta una costante fuga dal pubblico.
Turni massacranti e perdita di flessibilità
I medici liberi professionisti possono determinare la propria disponibilità, costringendo i dipendenti strutturati ad adattarsi costantemente alle coperture mancanti. Il risultato è un carico di lavoro inaccettabile, con professionisti costretti a coprire prestazioni aggiuntive che arrivano a toccare i 28 turni al mese, senza congrui riposi.
Demansionamento professionale e disallineamento territoriale
A differenza dei colleghi dell’AUSL, i medici del Pronto Soccorso di Cona non operano sui mezzi dell’emergenza territoriale (118). Questa esclusione mortifica le ambizioni professionali e impoverisce il bagaglio di competenze sul campo.
Integrazione mancata e percorsi disallineati
Nonostante il percorso di unificazione delle aziende sanitarie, persistono evidenti criticità rispetto alla possibilità di introdurre modelli organizzativi e di coordinamento integrati tra il Pronto Soccorso di Cona e la rete AUSL.
Il collo di bottiglia dei reparti e dei fine settimana
La congestione del Pronto Soccorso è aggravata da una gestione inadeguata dei flussi interni. Serve una seria valutazione dei tempi di dimissione dei reparti di degenza, dove si registra una pericolosa stasi nel fine settimana — con una quasi totale assenza di dimissioni il sabato e la domenica — che scarica artificiosamente il peso sui letti di osservazione breve e sulle sale d’attesa del Pronto Soccorso.
Le nostre richieste e il Piano d’Emergenza.
Non c’è più tempo per i rinvii.
È indispensabile un piano di emergenza straordinario che preveda:
Il coinvolgimento strutturale dei reparti
L‘attivazione di un contributo mirato da parte dei medici dei reparti ospedalieri di Cona per coprire i turni di guardia e supporto all’interno del Pronto Soccorso, alleggerendo la pressione sui colleghi in prima linea.
Una riorganizzazione dei flussi di dimissione
L‘introduzione di protocolli operativi certi che garantiscano dimissioni protette ed equilibrate sette giorni su sette, azzerando il blocco del fine settimana.
Azioni a tutela del lavoro pubblico
Interventi normativi e regionali che restituiscano attrattività, dignità ed equità al rapporto di lavoro dipendente, arginando il pendolarismo delle partite IVA che mina la stabilità dei reparti di emergenza.
La sanità pubblica regge finché reggono le persone che ci lavorano. Oggi i lavoratori e le lavoratrici sono allo stremo: la politica, le aziende sanitarie e le istituzioni tutte hanno il dovere morale e amministrativo di intervenire prima che il sistema collassi definitivamente.
FP CGIL Ferrara




