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Azienda Sanitarie Ferraresi: per i dipendenti lavorare è un obbligo, per le aziende pagare è un optional

Azienda Sanitarie Ferraresi: per i dipendenti lavorare è un obbligo, per le aziende pagare è un optional.

Il Comunicato stampa di FP CGIL Ferrara

A novembre del 2025 è stato firmato un accordo chiaro. Le risorse per le indennità erano già stanziate. Le scadenze definite: gennaio 2026 per l’erogazione dell’indennità prevista dall’ex articolo contrattuale 107, comprensiva anche degli arretrati dell’intero anno 2025, per circa 1000 euro a dipendente.

Oggi siamo a marzo. E in troppi reparti quei soldi semplicemente non esistono.

Siamo a conoscenza che nelle radiologie di Cento, Delta e Argenta, nella radiologia del Pronto Soccorso di Cona e nel reparto di onco-ematologia sempre a Cona, le lavoratrici e i lavoratori non hanno visto un euro.

Nel frattempo, la FP CGIL non è rimasta a guardare. Sono state inviate note sindacali, sono stati fatti interventi come RSU, sono stati chiesti chiarimenti.
Queste somme non sono una concessione dell’azienda, non sono un favore. Sono fondi di contrattazione, già stanziati, che appartengono alle lavoratrici e ai lavoratori. Trattenerli o ritardarli è inaccettabile.

Ma non finisce qui.

Dopo oltre due anni, il personale del 118 che ha lavorato all’evento Monsterland non è ancora stato pagato. Era stato assicurato che l’associazione organizzatrice avrebbe versato le somme all’Azienda USL. Promesse rimaste tali.
Stessa storia per le prestazioni garantite durante il campionato della SPAL: il personale ha lavorato, i servizi sono stati assicurati, ma i compensi non sono mai arrivati. Nel frattempo la società è fallita, e le lavoratrici e i lavoratori – che non hanno alcun rapporto diretto con il soggetto privato – restano senza tutele e senza pagamento.

Due anni dopo aver lavorato, c’è ancora chi aspetta di essere pagato. Due anni.

A questo punto la domanda è inevitabile: è così che funziona nella sanità pubblica? Si lavora e poi, forse, si viene pagati?

Perché qui non stiamo parlando di ritardi tecnici o di complicazioni burocratiche: qui c’è un problema serio di rispetto verso chi ogni giorno garantisce servizi essenziali.

Noi pretendiamo risposte immediate e il pagamento di tutte le somme dovute. Non tra mesi ma subito.

In assenza di riscontri immediati e concreti, procederemo senza ulteriori indugi ad attivare tutte le azioni legali necessarie, fino alla causa nei confronti delle Aziende, per la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Poniamoci una domanda: se i dipendenti iniziassero a garantire i servizi con gli stessi tempi con cui vengono pagati, cosa succederebbe?
Forse è il caso di ricordarlo: la sanità pubblica non si regge sulle attese. Si regge sul lavoro. Che, di norma, dovrebbe anche essere pagato.

FP CGIL Ferrara