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	<title>mercato &#8211; CGIL Ferrara</title>
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	<description>Confederazione Generale Italiana del Lavoro Ferrara</description>
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	<title>mercato &#8211; CGIL Ferrara</title>
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		<title>Cessione quote aziende partecipate: l&#8217;intervento di Cgil Cisl Uil</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Susanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 16:28:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cgil]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest’anno il “disco rotto” dell’Amministrazione comunale suona il solito ritornello. “…possiamo cedere quote di partecipazione azionaria di Hera e parzialmente di AMSEF&#8230;” Lo ribadiamo, come CGIL CISL e UIL...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" class="sharethis-inline-share-buttons" ></div><p>Anche quest’anno il “disco rotto” dell’Amministrazione comunale suona il solito ritornello.</p>
<p>“…possiamo cedere quote di partecipazione azionaria di Hera e parzialmente di AMSEF&#8230;”</p>
<p>Lo ribadiamo, come CGIL CISL e UIL unitamente alle nostre categorie non comprendiamo l’utilità per la maggior parte dei cittadini di questa decisione.</p>
<p>Eppure in campagna elettorale, ma anche successivamente il Sindaco ha sempre affermato che il Comune avrebbe mantenuto l’attuale assetto proprietario. L’ Assessore al bilancio lo sa?</p>
<p>Come abbiamo già e più volte avuto modo di dire, avanziamo innanzitutto dubbi sugli effetti di operazioni simili temendo si possa aprire definitivamente la strada alla privatizzazione di servizi che, per la loro natura ed universalità, sono e devono rimanere pubblici, nell’interesse non solo dei lavoratori, ma soprattutto dei cittadini.</p>
<p>Pensiamo ad esempio al ruolo che ha Amsef e quanto abbia inciso positivamente negli anni con la calmierazione dei prezzi dei funerali, o il ruolo delle Farmacie comunali in questo periodo di pandemia.</p>
<p>Pensiamo davvero che se fossero gestite da privati (anche se solo in parte) avrebbero lo stesso ruolo e le stesse funzioni? O che l’ Amministrazione pubblica sarà in grado di non lasciare al solo “mercato” la risposta ai bisogni delle persone?</p>
<p>L’assessore Fornasini, continua ad affermare che il bilancio del comune è in ordine, ci chiediamo, che bisogno c’è di fare cassa? C’è la volontà di destinare ulteriori risorse con un’ altra operazione come “Ferrara rinasce” alienando il capitale dei cittadini?</p>
<p>A sostegno della nostra posizione ci sono elementi sia economici, sia politici.<br />
Dal punto di vista economico che senso ha privarsi di aziende o di azioni che hanno in questi anni concorso in maniera consistente ad incrementare le entrate del comune?<br />
Da un punto di vista politico invece, cedere in parte o in toto azioni delle proprie società da parte degli Enti Locali significa continuare a non voler rafforzare un ruolo di vero ed incisivo indirizzo e controllo di aziende che erogano servizi pubblici ai cittadini.</p>
<p>Lo diciamo oggi esattamente come detto alla giunta precedente:<br />
il controllo sulle aziende pubbliche andrebbe rafforzato al fine di mantenere adeguati presidi e rapporti territoriali, per poter fare un piano di rilancio degli investimenti magari per politiche ecosostenibili, per la cura e la manutenzione del territorio.<br />
Infine è utile evidenziare come questa proposta di dubbia utilità venga fatta solo a pochi giorni dalla firma del “Patto per il Lavoro e per il clima 2030” che anche il comune di Ferrara ha sottoscritto.<br />
Verrebbe da dire che era distratto colui o colei che per il Comune ha firmato quell’accordo per non accorgersi che a pag. 14, quel testo prevede che “…..è fondamentale coinvolgere le imprese a partire dalle multi utility degli enti locali – nelle quali la partecipazione e il controllo pubblico sono strategici….”.</p>
<p>Sarebbe utile conoscere la posizione del Sindaco, ma non abbiamo dubbi sia coerente con quanto detto in campagna elettorale e anche già ribadito nei fatti.</p>
<p>CGIL CISL UIL FERRARA</p>
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		<title>Carife: sentenza revoca sequestro preventivo dei beni dell&#8217;ex DG Murolo</title>
		<link>https://www.cgilfe.it/carife-sentenza-revoca-sequestro-preventivo-dei-beni-dellex-dg-murolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Susanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 08:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Apprendiamo dalla stampa che il Tribunale delle Imprese di Bologna non ha ritenuto sufficientemente provato il nesso causale tra alcuni atti contestati all&#8217;ex DG di Carife Murolo e il danno...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" class="sharethis-inline-share-buttons" ></div><p>Apprendiamo dalla stampa che il Tribunale delle Imprese di Bologna non ha ritenuto sufficientemente provato il nesso causale tra alcuni atti contestati all&#8217;ex DG di Carife Murolo e il danno patrimoniale patito dalla banca stessa, né ovviamente ha potuto quantificare tale danno. Di conseguenza, ha disposto la revoca del sequestro preventivo dei beni dell&#8217;ex DG.</p>
<p>Naturalmente non entriamo nel merito della sentenza e delle sue motivazioni, se e quando verranno rese note. Riteniamo sia nostro dovere, tuttavia, considerare come tale sentenza, a prescindere dalle ragioni giuridiche specifiche che ne stanno alla base, produca un effetto nefasto sulla fiducia dei cittadini nel sistema bancario; fiducia già messa a dura prova, specie nel nostro territorio.</p>
<p>Non possiamo non rilevare come il dissesto del principale istituto di credito locale abbia prodotto, da un lato, conseguenze tragiche nei portafogli di tantissimi risparmiatori ed imprese, con danni a cascata sull&#8217;intero sistema economico e sulla tenuta sociale del territorio; e conseguenze drammatiche sulla vita di tanti dipendenti (molte donne con figli tra essi) indotti a licenziarsi o costretti a cambiare radicalmente prospettive di vita e di lavoro. Dall&#8217;altro lato, a fronte di questo danno, subito da chi nessuna responsabilità porta per il dissesto, assistiamo (almeno fino ad oggi) ad una sconfortante assenza di conseguenze per chi ha detenuto le responsabilità apicali, durante gli anni in cui le operazioni che hanno contribuito a determinare l&#8217;inglorioso epilogo della storia di Carife sono state concepite e deliberate.</p>
<p>Gravissimo è anche il messaggio che passa all&#8217;interno, tra gli &#8220;addetti ai lavori&#8221;. Con quale autorevolezza si insegnerà ai tecnici del credito, presenti e futuri, l&#8217;importanza del concetto di &#8220;frazionamento del rischio&#8221;, quando sembra passare come acqua fresca la scelta degli allora vertici di finanziare singole posizioni impiegando liquidità pari a circa un terzo del patrimonio della banca?</p>
<p>E&#8217; molto lontana dal nostro patrimonio di idee e valori l&#8217;idea che attraverso il giustizialismo si possano guarire ferite sociali che non sono rimarginabili.</p>
<p>Esiste tuttavia un sentimento di elementare giustizia, intesa come rapporto necessario tra poteri e responsabilità, che viene ulteriormente vulnerato nel momento in cui si spezza questo rapporto. Ci auguriamo che le funzioni preposte alla valutazione di certe condotte, nei vari procedimenti ancora in corso, improntino la loro azione a rigore ma anche a massima celerità, ad evitare esiti inverecondi come quelli che potrebbero derivare dalle prescrizioni. Ribadiamo infine l&#8217;importanza che riveste, tanto più in un settore strategico come quello del credito, una prassi aziendale che adotti il bilancio sociale d&#8217;impresa come strumento fondamentale per coniugare attività imprenditoriale e responsabilità sociale. Diventa infine &#8211; sottolinea il Segretario generale della CGIL Zagatti &#8211; sempre più urgente ed ineludibile una riforma nazionale del sistema del credito, che coinvolga tutti gli attori, compresi gli organi di controllo ed ispezione, attualmente non indipendenti dall&#8217;influenza dei principali colossi del mercato.</p>
<p>La segreteria FISAC CGIL Ferrara</p>
<p>Il segretario generale CGIL Ferrara Cristiano Zagatti</p>
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		<item>
		<title>COSA DICONO VERAMENTE I DATI SUL LAVORO?</title>
		<link>https://www.cgilfe.it/cosa-dicono-veramente-dati-sul-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Susanna]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 15:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tempo è galantuomo; un certo modo di fare politica molto meno purtroppo. Il vizietto della propaganda proprio non lo si vuol perdere. Sono trascorse appena due settimane dall&#8217;ultima iniziativa...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" class="sharethis-inline-share-buttons" ></div><p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il tempo è galantuomo; un certo modo di fare politica molto meno purtroppo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Il vizietto della propaganda proprio non lo si vuol perdere. Sono trascorse appena due settimane dall&#8217;ultima iniziativa in salsa ferrarese tesa ad esaltare i risultati della riforma del mercato del lavoro: “<i>più contratti a tempo indeterminato e stabilità ai giovani; più tutele; basta figli e figliastri ed estese le tutele per tutti i lavoratori”. </i>I numeri però, se spogliati dalla propaganda, raccontano un&#8217;altra realtà.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Cosa dicono veramente i dati sul lavoro? Boom di contratti a tempo determinato, salgono gli occupati ma calano ore lavorate. Lo spiega uno studio della Fondazione Di Vittorio. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Integrale al link </span></span></span><a href="http://bit.ly/2y2eBl8" target="_blank" rel="noopener">http://bit.ly/2y2eBl8</a><a href="http://bit.ly/2y2eBl8‬" target="_blank" rel="noopener noreferrer">‬</a> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">)</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nei commenti alle rilevazioni Istat degli ultimi mesi l’attenzione maggiore si incentra sul ritorno del numero totale degli occupati al livello del 2008. Sicuramente un recupero significativo, ma di che occupazione si tratta?<br />
Secondo il report sull’occupazione del mese di ottobre realizzato dalla Fondazione Di Vittorio, il numero totale degli occupati è tornato ai livelli del 2008 per effetto del balzo in avanti del lavoro dipendente a termine, (<u>i</u><u>l tempo determinato raggiunge il numero più alto dal 2004 ad oggi</u>, arrivando a 2,8 milioni, con un aumento di quasi un milione rispetto all’anno iniziale). A fronte di una sostanziale parità del tempo indeterminato si registra, inoltre, un forte calo del lavoro autonomo (che scende ad agosto a quota 5,3 milioni, circa 900 mila in meno rispetto al 2004), mentre cresce il part time, soprattutto involontario, che raggiunge nel suo complesso i 4 milioni 329 mila occupati (1 milione in più rispetto al 2008).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ma non basta. Se è vero che l’ultima uscita mensile Istat sulla rilevazione delle forze lavoro fa registrare un sostanziale ritorno del numero totale degli occupati al livello del 2008, è altrettanto vero che a questi numeri complessivi non corrisponde un eguale innalzamento delle ore lavorate e delle unità di lavoro standard, vale a dire gli equivalenti a tempo pieno.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le ore lavorate sono infatti, il 5,8 in meno di quelle del 2008 (10,9 contro 11,6 miliardi) e le Unità lavorative annue il 4,5% in meno, vale a dire oltre 1 milione di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno in meno rispetto al 2008. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Tutto ciò avrà inevitabilmente ricadute negative anche sul piano pensionistico per tutti e soprattutto non è certo la risposta adeguata <b>per dare un futuro ai giovani e a questo Paese. </b></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ricordare gli oltre 20 miliardi di risorse pubbliche, spesi per questo misero risultato o riflettere sulla modalità di finanziamento alle imprese, a “pioggia” e senza nessun criterio di merito, <i> </i>potrebbe<i> </i>aiutare i nostri politici almeno a riflettere su ciò che la cruda e quotidiana realtà ci consegna: la riforma del mercato del lavoro è stato un errore <b>politico, </b>troppo costoso sia in termini economici che sociali, perché non ha dato linfa allo sviluppo <b>e </b><b>ha aumentato la precarietà e</b><b> cancellato diritti. </b><i> </i> Leggere poi dichiarazioni da parte di esponenti del PD sulla riforma del mercato del lavoro come “<i>Il nostro sbaglio è quello di essere troppo timidi” </i>fa pensare che la distanza tra loro e le persone che noi rappresentiamo sia davvero consistente.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Situazione decisamente molto preoccupante:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: inherit;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">d</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">a una parte il </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">PD </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">con </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Renzi e i sui fedelissimi </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">che continua a raccontare gli effetti straordinari della riforma del mercato del lavoro. </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">E, s</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">empre da quella parte il </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">M5S </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">con Di Maio che punta ad abbassare ulteriormente il costo del lavoro senza la minima critica all&#8217;attuale riforma </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">del mercato del lavoro</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. Anzi peggio: per rilanciare l&#8217;economia propone ricette che evocano il ventennio fascista.<br />
</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: inherit;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dall&#8217;altra parte la realtà, </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">le lavoratric</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">i </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">e i </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">lavoratori, i giovani </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">e le pensionate e i pensionati</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> con i loro futuri sempre più incerti, salari sempre più miseri </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">e pensioni </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">povere </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">non più sufficienti </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>a fare da </b></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ammortizzatore sociale per </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">figli e nipoti con lavori discontinui, mal retribuiti, atipici o disoccupati</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: inherit;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco, noi viviamo e stiamo da quest&#8217;ultima parte. </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Anche in questa provincia, </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>da anni ormai</b></span></span> <span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>fanalino di coda </b></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>sui dati economici ed occupazionali,</b></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> s</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">tiamo con chi tutti i giorni cerca di arrivare a fine giornata, con chi legge sulla stampa gli slogan della ripresa e si chiede perché non è mai coinvolto, perché riguarda sempre altri. </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Stiamo con gli ultimi che iniziano ad essere davvero tanti e con loro dobbiamo </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>provare ad</b></span></span> <span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">orientare la politica del </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">P</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">aese verso la lotta alle disuguaglianze, </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>verso una equa</b></span></span> <span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">redistri</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">buzione</span></span> <span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">dell</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">a ricchezza. </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">V</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">ogliamo contrastare il pubblico racconto del “</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>e vissero </i></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>tutti</i></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i> felici e contenti</i></span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">” perché di felici e contenti non s</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">iamo</span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> più in molti. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: inherit;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Come </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">CGIL </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">abbiamo l&#8217;obbligo di vivere e rappresentare la realtà e lasciare quella virtuale a questa misera politica troppo spesso&#8230;dall&#8217;altra parte. </span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: inherit;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Cristiano Zagatti &#8211; </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Segretario generale </span></span><span style="font-family: Verdana,sans-serif;"><span style="font-size: medium;">CGIL Ferrara </span></span></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cgilfe.it/cosa-dicono-veramente-dati-sul-lavoro/">COSA DICONO VERAMENTE I DATI SUL LAVORO?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.cgilfe.it">CGIL Ferrara</a>.</p>
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