18/06/2010

Il bavaglio alla stampa: lettera ai lettori dello SPI

Riceviamo e pubblichiamo:


Al giornale dello SPI CGIL

di Ferrara


Carissimi lettori,


sono mesi che il Governo Berlusconi trama per invalidare le intercettazioni in atto, legge ora passata al Senato della Repubblica, senza infamia e vergogna, ma questo vuole il Governo di centro destra. Via le inchieste, spariti gli arresti, la mafia che gongola, i delinquenti che ridono.

Voi vi chiederete: come mai un cronista di Arte Visiva si interessa di giustizia? I nostri guai iniziano proprio dalla giustizia, dal conflitto di interesse, da come vengono spesi e rubati i nostri soldi, esempio: cancellare le intercettazioni che hanno permesso di scoprire gli sprechi, le ruberie, le varie mafiosità di alti funzionari e non dello Stato, che per coprire le loro malefatte, tagliano non solo gli stipendi e le pensioni, ma colpiscono soprattutto la cultura (cinema, Musei, teatro, mostre e avvenimenti culturali).

La mannaia del silenzio di Stato calerà sul nostro paese, rendendolo esattamente come lo vogliono i nostri governanti: una sorta di paese delle meraviglie. Ma quali meraviglie? Quando si imbavaglia la stampa significa che oramai siamo al fasciscmo strisciante, impedire che i cittadini siano informati su chi delinque, rappresenta l'antitesi della DEMOCRAZIA E DELLA LIBERTA'.

Noi giornalisti siamo in prima fila e stiamo combattendo questa grande battaglia con la speranza che il popolo italiano, tutte le testate giornalistiche, i loro Editori, le opposizioni, facciano sentire la loro voce in fase di discussione alla Camera dei Deputati.

Oggi protestiamo - si spera che non sia troppo tardi - perché si sta mettendo il bavaglio alle notizie, si nega ai cittadini la possibilità di conoscere la verità dei fatti, di avere un giudizio, di farsi un'opinione e di scegliere, con l'unico obiettivo di far scomparire per legge le notizie sgradite al... manovratore.

Quindi cittadini e lettori, abbiate il coraggio di difendere le vostre libertà, ribellandovi a una legge che distrugge il sacrosanto principio della libera stampa come nastione della DEMOCRAZIA.


Valeriano LAZZARI

giornalista