03/03/2009
La sicurezza dei cittadini è a rischio
Lo scrivente sindacato di polizia cerca di riappropriarsi di temi propri e di sensibilizzare l'opinione pubblica su argomenti di ampio respiro e d'interesse generale.
Siamo convinti che gli argomenti riassunti qui di seguito debbano essere prioritari e debbano investire tutta la società civile.
E' un allarme che non deve restare inascoltato.
Con l'approvazione da parte della Camera dei Deputati, il cosiddetto "Pacchetto Sicurezza", fortemente contrastato da ampi settori della società civile, di diverso orientamento culturale e politico, è legge.
Per quanto ci riguarda, con esso, contrariamente a quanto affermato dal Governo, il nostro Paese compie un ulteriore passo indietro e non in avanti sul terreno della salvaguardia della sicurezza dei suoi cittadini.
Nei fatti i provvedimenti assunti dal Governo in materia di sicurezza si traducono in un taglio di oltre 900 mln di euro per le forze dell'ordine.
Siamo perciò di fronte a:
- una riduzione di organico, nei prossimi 3 anni, di oltre 4000 unità nella sola Polizia di Stato. Il mancato rispetto del turn over comporterà anche l'innalzamento dell'età media degli operatori impegnati in servizi difficili, con tutto ciò che questo comporta;
- tagli nelle spese per l'ordinaria manutenzione dei veicoli della Polizia, per le forniture di vestiario ed equipaggiamento, nonchè nei confronti delle imprese che curano la pulizia e il decoro dei locali nei quali la stessa vive ed opera;
- tagli alle indennità di missione ed in genere a tutte le indennità legate alla operatività, in palese contraddizione con la tanto sbandierata necessità di valorizzare il lavoro degli operatori di Polizia.
Chiunque può rendersi conto che, a fronte di ciò, la sicurezza dei cittadini anziché aumentare è destinata ad essere ulteriormente a rischio.
Siamo di fronte a tagli di ampia portata e con pesanti e negative ripercussioni.
Si tenta di nascondere ciò attraverso l'inutile e sbagliato impiego dei militari nel servizio di controllo del territorio, dando spazio alle cosiddette ronde dei cittadini.
Non è casuale che in tanti abbiano sottolineato che quest'ultima scelta, comportando più problemi per le forze di polizia, il rischio dia abusi, di ulteriori tensioni sociali, anziché risolvere aggraverà i problemi presenti, evidenziando l'abdicazione dello Stato dai compiti di tutela della sicurezza dei cittadini.
Ciò che in tanti non casualmente denunciano è che siamo di fronte ad un processo di messa in discussione del "sistema sicurezza", del quale è sicuramente indicativa l'avvenuta revisione, in senso restrittivo, della normativa che regola le intercettazioni telefoniche ed ambientali, quota parte dell'azione di contrasto a reati anche gravissimi.
Il SILP per la CGIL esprime la propria contrarietà a tali provvedimenti e si sente impegnato ad un'azione di contrasto.
Siamo convinti che gli argomenti riassunti qui di seguito debbano essere prioritari e debbano investire tutta la società civile.
E' un allarme che non deve restare inascoltato.
Con l'approvazione da parte della Camera dei Deputati, il cosiddetto "Pacchetto Sicurezza", fortemente contrastato da ampi settori della società civile, di diverso orientamento culturale e politico, è legge.
Per quanto ci riguarda, con esso, contrariamente a quanto affermato dal Governo, il nostro Paese compie un ulteriore passo indietro e non in avanti sul terreno della salvaguardia della sicurezza dei suoi cittadini.
Nei fatti i provvedimenti assunti dal Governo in materia di sicurezza si traducono in un taglio di oltre 900 mln di euro per le forze dell'ordine.
Siamo perciò di fronte a:
- una riduzione di organico, nei prossimi 3 anni, di oltre 4000 unità nella sola Polizia di Stato. Il mancato rispetto del turn over comporterà anche l'innalzamento dell'età media degli operatori impegnati in servizi difficili, con tutto ciò che questo comporta;
- tagli nelle spese per l'ordinaria manutenzione dei veicoli della Polizia, per le forniture di vestiario ed equipaggiamento, nonchè nei confronti delle imprese che curano la pulizia e il decoro dei locali nei quali la stessa vive ed opera;
- tagli alle indennità di missione ed in genere a tutte le indennità legate alla operatività, in palese contraddizione con la tanto sbandierata necessità di valorizzare il lavoro degli operatori di Polizia.
Chiunque può rendersi conto che, a fronte di ciò, la sicurezza dei cittadini anziché aumentare è destinata ad essere ulteriormente a rischio.
Siamo di fronte a tagli di ampia portata e con pesanti e negative ripercussioni.
Si tenta di nascondere ciò attraverso l'inutile e sbagliato impiego dei militari nel servizio di controllo del territorio, dando spazio alle cosiddette ronde dei cittadini.
Non è casuale che in tanti abbiano sottolineato che quest'ultima scelta, comportando più problemi per le forze di polizia, il rischio dia abusi, di ulteriori tensioni sociali, anziché risolvere aggraverà i problemi presenti, evidenziando l'abdicazione dello Stato dai compiti di tutela della sicurezza dei cittadini.
Ciò che in tanti non casualmente denunciano è che siamo di fronte ad un processo di messa in discussione del "sistema sicurezza", del quale è sicuramente indicativa l'avvenuta revisione, in senso restrittivo, della normativa che regola le intercettazioni telefoniche ed ambientali, quota parte dell'azione di contrasto a reati anche gravissimi.
Il SILP per la CGIL esprime la propria contrarietà a tali provvedimenti e si sente impegnato ad un'azione di contrasto.

